domenica, 26 ottobre 2008

La nuova condizione

Mese 7°- Giorno 18° dalla fondazione


La fatica e il sudore del cinico guerriero mercante, suona a tratti incomprensibile a me, che del nemico nudo nelle neve ho fatto oggetto di pietà.
Ora che il nemico si confonde col fratello, scopro gli occhi e noto con sdegno che a fianco di ogni alleato sgorgano sorgenti marce. E' l'ora di dimenticare compassione e cecità perché è rimasto poco, ma così poco che se si toglie anche pezzo piccolo, non ne rimane nulla.
Questo è lo stare stretti in un confine che non riconosco: ero libera e lo voglio essere ancora, senza legge riconosciuta. Il mio combattere parla per me perché solo così affermo la mia nuova condizione.
Apolide in assenza di una Nazione.
postato da: Darin alle ore 23:04 | link | commenti (2)
categorie: onore et arme
giovedì, 07 giugno 2007

Uomini inutili

Anno X - Mese 2° - Giorno 30° dalla fondazione

Ridicoli ed inutili.

Vivete sulle nostre spalle e ancora non avete prodotto nulla da quella sorta di senato immaginario dei più grassi. Provate a non mangiare, immaginate la guerra sulla vostra pelle.

Vi invito a restare sotto metri di fango, a subire le inondazioni, la siccità, la carestia.

Provate a camminare finché le forze non vi abbandonano. Fate i soldati, per una volta e non i burattinai: siete una razza parassita, noi vi paghiamo per servirci e rendere il mondo migliore per noi e voi vi appropriate indebitamente di un potere

E invece siete grassi. Uno più di tutti, l'imperatore, lui: l'opulenza dei vostri Stati  e la povertà della vostra gente vi soffochi.

La natura, che state violando, vi cancelli dal mondo.

postato da: Darin alle ore 15:43 | link | commenti (2)
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martedì, 15 maggio 2007

I passi dei cavalieri

Anno X - Mese 2° - Giorno 7° dalla fondazione

E' da molto che non odo i passi dei cavalieri calcare il ciotolato davanti alla magione dei Pathmos. Tutto questo mare mi inebria ed imbianca di aria salata i miei pensieri, gelidi, immobili.

Se volessi raccontare il viaggio che mi ha visto protagonista, non basterebbe la vita che finora ho vissuto. Il cammino porta a diverse cognizioni del tempo: mentre il cozzare del metallo delle spade aumenta il battito del cuore, l'onda lenta ed imponente del mare regola il respiro.

Avevo sperato, un tempo, di potermi un giorno affacciare al parapetto di una nave senza altri pensieri che vedere l'azzurro dell'acqua scorrere sotto di me. Oggi che, ospite dell'Avventuriera, sporgo il capo oltre il ponte, mi meraviglio di come il mare non sappia fare da specchio, come gli immobili laghi ai quali ero abituata. Il mare non ti riflette: ti assorbe. Il mare ti mangia, ti inghiotte e, solo se vuole, ti sputa dopo averti riempito.

E non riuscendomi a guardare, gioisco della mia assenza.

postato da: Darin alle ore 16:43 | link | commenti (5)
categorie: granducato
mercoledì, 09 maggio 2007

Ramon

Anno X - Mese 2° - Giorno 1° dalla fondazione

Mi devi la vita, ricordalo.

postato da: Darin alle ore 15:02 | link | commenti (4)
categorie: onore et arme
mercoledì, 14 febbraio 2007

Desiderare le stagioni

Anno X - Mese 1° - Giorno 4° dalla fondazione

Vorrei poter pensare che con la mia lotta un giorno ci sarà un seppur minimo cambiamento nella rovinosa discesa agli inferi del nostro mondo.

Mi ritrovo a desiderare la quiete e il raccoglimento invernale quando un tempo fu spauracchio dei miei cammini, mi scopro a salutar con terrore la primavera che calda e minacciosa comincia a schiarire il cielo serale quale porta delle soffocanti estati. Quando solo pochi anni fa essa era il sollievo odoroso dalla notte del rigido generale e gioia dei miei sensi e scosse di desiderio.

In un giorno ci sveglieremo e capiremo che il ritmo della natura ha ceduto il passo al ritmo dell'industria e il susseguirsi delle stagioni sarà viziato ai manufatti desiderabili.

E con paura saluto il sole che oggi illumina la mia strada.

postato da: Darin alle ore 09:39 | link | commenti (16)
categorie: onore et arme
giovedì, 18 gennaio 2007

E poi... chi sono?

Anno IX - Mese 11° - Giorno 6° dalla fondazione

Sono il Numero 0, dal mio essere di questo mondo.

Sono l'Origine di latitudini e longitudini e di tutte le coordinate.

Sono il più alto desiderio, il Fine del più alto dei numeri, il ritorno

Sono il Capitano di me stessa, la mia rovina, la mia gioia.

Sono Darin, libera combattente del Granducato.

Imbarcata alla volta della più devastante ed esaltante avventura mai nei tempi narrata: la creazione e il suo seguito.

postato da: Darin alle ore 16:15 | link | commenti (14)
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mercoledì, 08 novembre 2006

L'infedeltà degli uomini delle montagne

                                                                                                                            Anno IX - Mese 7° - Giorno 31°
La marcia controvento di quest'oggi ha imposto alle mie gambe la frenesia del moto e al mio busto la pretesa di diventare un disperato ariete contro barriere d'aria così dense da sembrare magma.
E' per questo che dal mio giaciglio sento urlare gli alberi, flagellati da sferze d'aria, nel buio di una notte che se avesse la Luna sarebbe di ben più facile sopportazione.
Incontrare il sonno è tanto utopico quanto auspicabile: il mio riposo sarà la condizione senza la quale la marcia di domani potrebbe non avvenire.
Ma devo farcela: le sacerdotesse di Mishan si sono date un massimo dodici lune per poter esaminare uno ad uno i dieci Cruciali dei monti della catena di Onim Etiun, alla ricerca di una soluzione all'abominio che ci ha intaccato e senza me ed i miei compagni in avanscoperta, gli apparentemente pacifici e dolci declivi del gruppo montuoso potrebbero rivelarsi trappole mortali.
Ed è proprio l'infedeltà degli uomini della montagna che m'inquieta.
Anche di fronte al male assoluto, v'è ancora dubbio, fra loro, sulla fazione da abbracciare, nella cecità di una fame di conoscenza che provoca languore ma stenta a farsi riconoscere come tale e si fa sfamare dall'inutilità quotidiana delle vite di questi bifolchi: uomini alla ricerca del superfluo nella mancanza del necessario.
La confusione più grave e a me incomprensibile è stata sicuramente fondata sul fatto che anche in presenza di un male assoluto, la reazione che si è presentata come unicamente accettabile da tutto il Granducato, è stata inglobarne una parte ed accettarlo come inevitabile.
Il superfluo.
Dal guado, voltandomi indietro, ebbi come la sensazione che avrei cominciato a trovare difficoltà nell'identificare con chiarezza, come fino ad allora avevo fatto, il mio nemico.
E' tutto più difficile perché la mia lotta non è più indirizzabile ad un uomo o donna, no.
Se gli stolti delle montagne hanno rinunciato a combattere per avere il pane, di loro diritto,  accontentandosi di briciole d'oro scintillanti buttate dall'alto da chi sa come condire il ferro per fartelo piacere a tavola... allora sarà l'arrendevolezza e la stoltezza da combattere.
E forse, per la prima volta, il nemico avrà la meglio su di me.
M troverò  l'agognata morte in gloria a seguito di questa fasulla sconfitta?
postato da: Darin alle ore 21:39 | link | commenti (8)
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mercoledì, 11 ottobre 2006

Le nebbie di Vulcania

Anno IX - Mese 7° - Giorno 2°

Oggi sembra che il Sole si sia trasformato nella Luna: le nebbie hanno divorato con tale ferocia i raggi dell'astro nemico da ridurlo a pallida icona di se stesso, denaturandolo.
Come quando le stesse nebbie ricoprirono l'aria e il suolo Vulcanico, così fitte da non lasciarci  respirare, crudeli e dense, da non permettere ad alcun animo impavido dei nostri di salvarsi.
Solo noi ci riuscimmo perché, dietro consiglio di Leon, scappammo. E quanto mi pesò quella fuga e la scampata morte e la promessa che gli feci: proteggere Nora, portarla in salvo e non voltarmi mai indietro.
Lei piangeva nell'abbandonare la sua terra in contrasto alla mia totale freddezza e al mio disinteresse riguardo  a qualsiasi sentimento patriottico.
Nessuna terra mi appartiene, così come nessun uomo, nessuna famiglia.
E ciò non mi spaventa.
Sono solo arrabbiata, talmente tanto  arrabbiata da avere bisogno di uccidere, vedere lavato col sangue (anche di un innocente, non mi vergogno a dirlo) il tradimento, l'orrore che ho vissuto.
Così, mentre eravamo in cammino e le nebbie alle nostre spalle si facevano sempre più fitte, speravo ardentemente che qualcosa succedesse, che non filasse tutto  liscio.
Tanto da dissetare la mia spada e placare la mia ira.
postato da: Darin alle ore 08:05 | link | commenti (4)
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martedì, 03 ottobre 2006

Se avessi

Anno IX - Mese 6° - Giorno 25°

Con mente proiettata al passato ed alla miriade di possibilità sulla cui incertezza mi piace riflettere facendomi male, sto ancora riflettendo sul se. E reduce dal nord e da un cammino auspicabile troppo precocemente rifiutato, osservo l'umido dell'atmosfera che pare costringermi come un manto avvolgente ragioni debolmente persuasive. Quando smetterò di pensare a questo, ricomincerò il cammino...
postato da: Darin alle ore 12:10 | link | commenti (3)
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sabato, 10 giugno 2006

Nel vagare

Anno IX - Mese 1° - Giorno 27°

Seminare e poi raccogliere, in un ciclico rincorrersi di tempi e stagioni. Attendere l'avvento del sole appoggiata al muro di una dimora che un tempo avrei definito prigione, fiutare il vento settentrionale e non desiderare altro che sentirlo passare, ferma nella mia stanzialità.
Corsi, tempo addietro, per sentire l'aria carezzarmi la pelle nuda, in una umida ed immobile atmosfera di terra piana. Oggi preferisco fermarmi in zone ventose affinché la natura, nell'adempire al suo dovere, sopperisca, nel mio equilibrio, alle forzature guerresche che un tempo furono il modo nel mio slancio combattivo.
Se nell'intenzione guerresca la mia amata spada mi fu sorella all'atto dell'espanzione, aggiungo oggi oggi arco e frecce a separare dal pericolo me ed il prezioso che con me reco.
E ad ogni passo indirezione del crepuscolo, ricordo a me stessa di non rinnegare il mio nomadismo. Perché, sì, la stanzialità dona frutti ed amati gesti consueti ma il vagare, anche se in nuove terre di conquista, è il fango di cui sono composta, in carne, in ossa e in sangue.
postato da: Darin alle ore 10:16 | link | commenti (3)
categorie: onore et arme
lunedì, 08 maggio 2006

Dissenso

Anno IX - Mese 1° - Giorno 30°

Giustifico i mezzi se il fine è onorevole ma il silenzio per dissenso non vi si addice, consorella.
Sempre che di semplice dissenso si tratti.
E' una questione estetica più che morale.
postato da: Darin alle ore 13:59 | link | commenti (2)
categorie: tanit
martedì, 11 aprile 2006

Il guado

         Anno IX - mese 1° - giorno 3   

Che significato ha il ritorno?
Forse solo il dire eccomi, sono salva, a dispetto di chi mi ha tacciato di debolezza... e torno a passo deciso.
Ma non è solo questo. Ho la consapevolezza di aver varcato la soglia, di aver trovato un guado provvidenziale per un fiume che appariva troppo grande per le mie capacità, troppo profondo per la pesantezza delle mie armi.
E quindi eccomi di ritorno, sulla riva opposta.
Salva, anche se ancora sdraiata a riva, strappo ciuffi d'erba e arranco per allontanarmi dall'acqua.
Ancora umida ed infreddolita, mi lascio alle spalle un inverno che ha assunto connotati troppo estremi per essere voluto dalla natura.
Del resto, salvarmi dal mio stesso passato è il solo motivo per cui ho inventato una nuova lotta da intraprendere.
Guardo prima all'indistricabile boscaglia che rivela il mistero della nuova terra e poi indietro, da dove provengo, dove non c'è più ragione d'essere e dove si rivela inutile la guerra per cui ho combattuto finora.
E nel futuro scorgo azioni di conquista anziché di disperata difesa, come in passato.
postato da: Darin alle ore 15:34 | link | commenti (3)
categorie: onore et arme
lunedì, 02 maggio 2005

Demoni e polvere

[...]

Siamo così lontani da casa, amico, e la casa è tanto lontana da noi
Respiro uno sporco vento che soffia: demoni e polvere

Dio sta dalla mia parte e sto solo cercando di sopravvivere
Ma se quello che fai per sopravvivere uccide le cose che ami...

La paura è potente, fidati, colora di nero il tuo cuore
E trasformerà la tua anima santa riempiendola di demoni e polvere

Ti ho sognato ieri notte in un campo di pietre e sangue
Il sangue ha cominciato a seccarsi e l'odore a diffondersi

Ti ho sognato ieri notte, amico, in un campo di fango e ossa
Il tuo sangue ha cominciato a seccarsi e l'odore a diffondersi

[...]

Adesso ogni uomo ed ogni donna vogliono avere il diritto di vivere,
trovare l'amore con la benedizione di Dio, la fede che Lui impone

Ho il dito sul grilletto e stanotte la fede non è sufficiente
Guardo dentro il mio cuore: ci sono solo polvere e demoni

[...]

Bruce Springsteen - "Devils & Dust"

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E con questo addio.

Del resto, prima o poi, per errori di valutazione o di misura,
per volontà propria o altrui... santi o dannati, tutti si abbandona il mondo.
Quello conosciuto.

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categorie: voci
martedì, 19 aprile 2005

Sole Nero

Anno VIII - Mese 1° - Giorno 11°

Sorprendo soffi di voci, aliti divini, a scompigliarmi con caotica leggerezza.

E più il vento si muove e più diventa fresco e carezzevole, più rifiuto la sofferenza che già da tempo ho deciso di riconoscere, rincorrere, proteggere.

Mi domando del perché di tutto questo disordine umano quando la natura è così esageratamente rispettosa delle sue strutture geometriche. Le simmetrie degli specchi d'acqua, gli esagonali ritornelli, le acuminate vette, i cerchi nei campi di grano.

Mi domando del perché di tutto questo buio quando lo stato spontaneo delle ore estive predilige il giorno. I tramonti rosa, le notti chiare.

E mentre tormento la terra secca e polverosa con la punta indomita del mio pugnale, mi domando perché proprio oggi mi ritrovo qui, ansimante, sotto un sole che si mostra crudele, senza veli, ad accecare i miei occhi con il buio dei suoi raggi.

postato da: Darin alle ore 15:11 | link | commenti (21)
categorie: granducato
venerdì, 08 aprile 2005

Il fabbro che suona l'incudine alla bottega della piazza

Anno VII - Mese 12° - Giorno 31°

Cimmero fa le spade. E le sa anche usare: egregio combattente, saggio pensatore, riflessivo politico.

"E' il ripetersi del suono tra martello ed incudine e viceversa che apre la mente" mi disse quando gli chiesi come faceva a proporre alla sottoscritta soluzioni sempre brillanti alle più disparate questioni.

"Il ritorno ritmico e ripetitivo di questo suono..."

SBDLENG

"... ci porta a ciò che è già conosciuto..."

SBDLENG

"... risparmiando a chi sa apprezzarlo, gli accaniti tentativi..."

SBDLENG

"... di ricerca del silenzio".

Si ferma per poco, deterge il sudore dalla fronte, mi guarda e sorride. Dopo di che mi porge la spada. " ... ecco, la lama è quasi pronta, provate a vedere se è bilanciata".

La spada era perfetta. "No, non va ancora bene, Cimmero, in passato hai fatto di meglio" sorrido.

Ma lui non coglie la mia ironia. "Lo sapevo che la spada vi sarebbe sembrata troppo leggera. Siete meravigliosamente coordinata nel combattere, Darin, ma siete poco forte, siete comunque ancora troppo giovane ma soprattutto siete una donna, non dovete chiedere troppo da voi stessa".

So chinare il capo innanzi ai miei limiti quando è necessario ma in questo caso no. "Cimmero, la spada non è mai troppo pesante. Semmai è il mio braccio che deve farsi più forte".

"Come volete, Milady. Io sono un semplice fabbro, non vi posso contraddire su affermazioni che esaltano le vostre possibilità".

La spada era davvero perfetta.

postato da: Darin alle ore 15:53 | link | commenti (35)
categorie: onore et arme

Non considerai che, in contrapposizione all’urlo di battaglia, potesse esservi il silenzio della resa.

In contrapposizione alla vittoria di una guerra, la perdita dei tuoi propri ideali.

Per ogni spada scheggiata, per ogni ferita inferta, ci sarà un dubbio insinuato.

Non troverò la mia Excalibur.

Potrei morire domani.

    Non la troverò.
postato da: Darin alle ore 12:13 | link | commenti (7)
categorie: onore et arme
giovedì, 31 marzo 2005

Quando beltà...

Anno VII - Mese 12° - Giorno 23°

Inanellata Ricchezza, dama fatta di orpelli e fatiscenza etica, mi inchino dinanzi alla pretenziosità del sentirvi in ragione.
Perché a mio discapito, dal popolo, io carico colpi contro ogni qualsivoglia esibizione di leggera vanità, dimenticando l'autentica bellezza.
E di ciò m'avvengo nel momento in cui essa sfiorisce.

postato da: Darin alle ore 13:50 | link | commenti (13)
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martedì, 22 marzo 2005

Un'altra lettera di Nora

Anno VII - Mese 12° - Giorno 14°

Cara Darin,

 

Ho finalmente toccato terra.

L’Ammiraglio Glasco mi ha laciato sbarcare tre giorni orsono sulle rive adiacenti alla Baronia di Avoneg.

Abbandonare Forsennata Avantitutta è stato un po’ come cambiare vita. Mi sono riconciliata con alcuni Elaviani accorsi ad Avoneg per combattere il pericolo Ferense.

Ma non è per questo che vi scrivo.

Ora, io non vi immagino nell’atto di perdere i sensi data la vostra incommensurabile forza fisica ma forse quello che sto per dirvi, vi colpirà a tal punto da indurvi a rovinare a terra.

Del resto non posso esimermi dal comunicarvi questa fondamentale notizia.

Ho ricevuto una proposta di matrimonio.


L’audace in questione è Orso del gruppo dei Glade Riders (barbari di incommensurabile forza e di impeto irrefrenabile).

Orso, infatti è un eccellente guerriero ma anche un colto sacerdote del culto di Theratos, con cui in passato combattei fianco a fianco contro i crudeli elfi di Firendolf.

Vorrei copiare qui la missiva che ho letto e riletto da lui in persona scritta in cui mi dichiara il suo amore:


“Sia lode a Nora, regina dei mari che come un’onda impetuosa è arrivata nella mia vita e come pioggia di primavera ha fatto sbocciare il mio arido cuore.

Mentre danzava veloce la vostra lama ho visto nella morte l’amore.

Mentre dalle vostre labbra uscivano parole di fuoco, ho sentito il mio petto ardere per voi.

Anche se in natura la forza della montagna mai si scontrerà con l’incontrollabilità del mare, è altrettanto vero che il Padre manipola la Natura a suo piacimento e che il Suo volere per noi mortali è legge.

Io, Orso Grigiomanto

Fiero Glade Rider

Successore di Augustus

Sacerdote di Theratos, adepto della Gilda incantatori

Chiedo a voi Nora Le Voux

Esploratrice dei Mari

Camminatrice di Gilda Esploratori

Di unire i nostri cuori per guardare insieme al futuro che i Dodici ci riservano.

Che Theratos renda saldo e resistente il nostro legame

Che Ashanna ci doni una forte e sana discendenza

Che Karmisia non spenga mai il fuoco della nostra passione.

Vostro per sempre,

 

Orso Grigiomanto”

 

E’ chiaro che non ho potuto accettare subito, mia cara madre, nonostante il pelosissimo e mastodontico giovine mi aggradi alquanto.

Il fatto è che non posso unirmi in matrimonio con un appartenente ad un gruppo che ama emettere suoni sconvenienti sia dagli orifizi orali che da quelli… insomma, diamo aria alle tende…

Io, amante dell’eleganza dell’arte del combattimento… insomma, mi conoscete, amo i denari, i gioielli e le affilate sciabole quanto voi amate le vostre idee.

Ad ogni modo ho capito che l’unica via fosse quella dei dadi.

Sì, con grande sorpresa di Orso, ho estratto i miei strumenti della fortuna e l’ho sfidato.

Ho pensato che se Theratos avesse davvero voluto vedere unite la potenza delle pianure del nord e dei mari del sud, insomma, gli avrebbe dato una mano.

Così è stato.

Orso mi ha vinto (anche se non sono certa che non abbia usato strani incantamenti...)

Non posso far altro che accettare la sua proposta.

Io e Orso ci uniremo in matrimonio durante l'Adunanza delle Gilde.

Così sarà, Vi saluto affettuosamente.

Nora

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mercoledì, 16 marzo 2005

Roccaclara

Anno VII - Mese 12° - Giorno 8°

Roccaclara è un paese situato al termine della strada di valico della catena dei Monti Aspri.
Ci siamo arrivati solo oggi, sorpresi di trovare una zona abitata in mezzo ad una terra così arida e dura.
Dopo giorni e giorni di cammino estenuante, durante il quale ogni parola si è rivelata superflua e il silenzio ha corrotto la gola di ognuno insieme al caldo secco e polveroso , ci siamo accorti che l’unica giustificazione accettabile alla fatica era l’aprirsi improvviso di sentieri dalle pietre aguzze dietro ad ogni roccia dopo una salita… e con questa l’inquietante sensazione che una guida invisibile e superiore si prendesse cura di noi.
Marciando di buona lena, rispettando inconsapevolmente l’autoriferito ritmo dettato dal metallico cozzare di armi e vettovaglie, siamo finalmente giunti in corrispondenza di roccia dalla forma appuntita in cima alla strada, seguita da un sottopasso naturale.
Dopo il sottopasso, ecco la valle aperta, brulla, incapace di non ferire lo sguardo con riflessi gialli ed insostenibili.
A lato, una decina di case all’apparenza umili, un’arena e poi ancora monti dall’aspetto brullo, tutto intorno.
“Quella deve essere Roccaclara” ha detto Mistral.
E nessuno ha aggiunto altro.

 

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categorie: granducato
sabato, 05 marzo 2005

Her Majestic Prisonner 2

Anno VII - Mese 11° - Giorno 30°

Il cavallo che troppo galoppa va placato. Con la rincorsa potrebbe acquistare forza.
Troppo furente per il gusto di chi ama tenere salda la briglia in mano.

Così come l'uomo che conosce ha la capacità di spostare i tasselli del potere senza furia, il cavallo che troppo galoppa va fermato.

Ho visto potenti uccidere impunemente con la disinvoltura di chi ha volutamente scambiato un uomo per un cavallo.

«Che dier nel sangue e nell'aver di piglio».

postato da: Darin alle ore 10:22 | link | commenti (32)
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martedì, 01 marzo 2005

Per chi come me...

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categorie: voci
lunedì, 21 febbraio 2005

La neve che oggi

 Anno VII - Mese 11° - Giorno 13°
Punte di ghiaccio, frecce di cattiveria celeste trapassano il mio manto liso e disperdono il rigore delle mie labbra mentre guardo su, dove ogni incombenza rimanda ad una auspicata punizione. Divina.
Sono dentro ad ogni respiro che si condensa fuori dalla mia bocca.
Sono dentro ad ogni nuvola con tutta la mia forza.

Dentro ad ognuna.

   

 

 

 

 

 

 

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mercoledì, 16 febbraio 2005

Questo popolo

"Questo popolo non vuole occupazione, non vuole le truppe, non vuole stranieri" 
postato da: Darin alle ore 12:48 | link | commenti (33)
categorie: voci
lunedì, 14 febbraio 2005

L'uomo nascosto nell'ombra

Anno VII - Mese 11° - Giorno 6°

Ti vedo. E a poco serve il buio.
Ti vedo e sei forte, ti saggio, nascosta dalle coltri, misuro le tue capacità con lo sguardo. Sei abile di certo, gli abitanti del passo m'avevano allertato.
Dal mio giaciglio, accanto al fuoco, sembri ancora più imponente, anche se nascosto dalla prima boscaglia.
Il mio volto, del resto, è a terra e la tua figura slanciata volge invece al cielo.
Ma lo sguardo è basso.
Guardi me, perseguitato dai tuoi dubbi e sperando nella tua vittoria.
Pensi, leccandoti lievemente le labbra sottili, che accanto al fuoco, apparentemente addormentata, io sembri indifesa.
Preferisci scrutare chi è più debole piuttosto che pregare il cielo al primo insolito incontro con la tua più temibile avversaria?
Abbassati di più, assassino infido, abbassa ancora un po' lo sguardo verso me perché invece di spaventarmi sembrerai più vulnerabile alla mia mano.
... più vicino, ancora di più ché il tuo respiro è più intenso dello scoppiettio della legna e voglio sentirlo più forte, compiacendomi perché ti facevo più silenzioso. E cauto.
Solleva pure la Luna dalla tua pesante preghiera e continua a guardarmi.
Eccomi, ad occhi chiusi sembro ignara ma conosco il tragico epilogo di ogni lotta così come dolorosamente mi figuro l'esito di quella che sarà la nostra.
Ho coscienza della mia debolezza: io so che non posso batterti, tu, invece, hai ancora qualche dubbio a riguardo.

Ti vedo ed è buio. E a poco serve.
Perché il buio sta anche dalla mia e mai esiterò a soffocare la luce dei miei giorni a venire pur di non rinunciare a vedere, anche solo per un istante, un lampo di paura nei tuoi occhi freddi.
Come adesso, poco prima della tua morte.

postato da: Darin alle ore 14:29 | link | commenti (37)
categorie: onore et arme
lunedì, 07 febbraio 2005

La nuova Salita

Anno VII - Mese 10° - Giorno 30°

Un piede dietro l'altro, rallentata nel mio cammino dalla pendenza di questa maledetta salita rispetto al mio abituale ritmo, torno ai vecchi compagni d'arme.
La strada è lunga e le piogge hanno reso impraticabili i sentieri.
Nell'avvicendarsi dei passi, il cuore batte nelle tempie e l' aria violenta i polmoni che mai vorrebbero gonfiarsi appieno e che il corpetto di cuoio a mia protezione asseconda in questo desiderio, costringendoli in uno spazio che non mi basta mai.
Perché il mio cammino è così spesso in salita?
Nel punto di estrema fatica, nel preciso istante in cui il mondo riflesso dai miei occhi inizia ad essere spettacolo da mostrare, m'avvengo che cerco distanza dal suolo.
E per questo, anche al cadere della notte, continuo a camminare.

postato da: Darin alle ore 16:41 | link | commenti (53)
categorie: granducato
mercoledì, 26 gennaio 2005

Vicolo del Pesce, Circolo del Gambero

Anno VII - Mese 10° - Giorno 18°

Giungendo a piedi da est (dalla Via del Fumo) e spostandosi verso il centro della Piazza del Mercato, dove la fontana bagna, a seconda del vento, avventori ora di buona volontà ora di malevolo intento, si può notare a sinistra l'imbocco del Vicolo del Pesce.
Il vicolo non si presenta particolarmente stretto ma è buio e seminascosto e tendenzialmente maleolente.
Di guasto.
Ogni mattina, per quattro ore, addossati alla parete destra del vicolo, i pescivendoli la fanno da padrone, sbandierando a gran voce la freschezza della loro merce, consiglio per l'acquisto che contrasta fortemente con l'odore di marcio che denuncia in modo inequivocabile la permanenza troppo prolungata degli ittici prodotti sul banco di vendita.
Li si potrebbe ignorare ma tutti sanno che proseguendo per il vicolo del pesce, in fondo a destra, dà sulla strada la porta del famosisimo Circolo del Gambero dove per qualche strana alchimia, ad ogni passo in avanti si aggiungono effetti collaterali che costringono ad una retrocessione immotivata.
Fortunatamente è un "circolo"... ché se non altro, dopo qualche passo indietro, il peggior rischio è quello di tornare al punto di partenza.
Che però, non si capisce bene quale sia.

Disegno di Maria Vinci

postato da: Darin alle ore 11:33 | link | commenti (56)
categorie: glob
lunedì, 24 gennaio 2005

Consuelo

 Consolatemi como si fuere esta noche la ultima vez
postato da: Darin alle ore 10:46 | link | commenti (18)
categorie: voci
lunedì, 17 gennaio 2005

Il villaggio delle Amazzoni

Anno VII - Mese 10° - Giorno 9°

E' calata la nebbia, sul Granducato tutto e sul villaggio delle Amazzoni che da pochi giorni mi accoglie.
Presterò loro il mio braccio, questa la mia decisione.
Ammiro il loro combattere, la loro sorellanza, la forza che viene dal loro essere eccellenti combattenti e meditative strateghe...
Eppure, anche qui, nonostante la chiarezza gerarchica che contraddistingue l'organizzazione della loro società, la coltre nebulosa regala all'accampamento un aspetto sospeso e statico.
Il cielo confonde noi, che alla guerra ci prepariamo, in un abbraccio bianco e umido che ci sospende da terra in assenza di vento, solo per la densità dell'aria.
E' come se una mano di scultore avesse strisciato pesantemente il pollice sui nostri contorni di gesso, i profili, gli spigoli, per uniformare i colori e confondere una donna con l'altra.
Ma è solo fantasia.
La nebbia bagna le nostre armi che nonostante il freddo insidioso, paiono sputare stille di sudore ad ogni colpo. 

L'immagine è del compagno esploratore Malcolm

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categorie: granducato
martedì, 11 gennaio 2005

Una lettera da Nora

Anno VII - Mese 10° - Giorno 3°

Cara Darin,

Questa lettera vi arriva dal mare e di mare profumerà.

Sono infatti certa che difficilmente sarà privata dell’onore di essere prima o poi proprio dal mare bagnata. Altresì difficilmente sarà sollevata dall'onere di portarvi notizie di chi tanto vi manca.

Vi manco vero?

Vi anticipo però che non cercherò di farvi piangere di nostalgia, e sapete che volendo potrei farlo: con la penna e inchiostro sono brava... molto più di voi, se permettete.

Da qualche tempo "Forsennata Avantitutta" (così si chiama la nave dell'ammiraglio Glasco) ha levato le ancore dal porto di Vil Horn e ha iniziato un percorso che dire contorto è minimizzare all'inverosimile.

Il vento di Vil Horn ha fatto gonfiare le vele verso ovest sufficientemente per farci prendere il largo nel profondo mare di Tirrenia poi, rotta verso sud, non distanziandoci dalle coste della bella Elavistol: in lontananza abbiamo costeggiato le baronie di Nemphir, Vitae Orbis, Mor per poi dirigerci verso ovest alla volta di Horum.

Il mare qui è smeraldino e l’aria pungente e, nonostante la stagione fredda alle porte, non abbiamo potuto esimerci, io con tutta la ciurma, dal buttarci in acqua all’arrivo e a continuare a farlo tuttora, quando il tempo ce lo consente.

Non avete idea di quanto sia stato bello tornare a navigare per me, che dal mare sono giunta e sul mare cresciuta.

Mi sento io stessa una nave allo sciorino!

Anche Elender, quella sottospecie di scudiero cui mi avete affidato per controllarmi e vegliare sui miei passi (confessatelo!) e che mi ritrovo accanto nel viaggio, si trova bene. Lo vedo poco, è sempre confinato al “Ponte di coperta”, la sua attività principale è… inzuppare il suo bel bompresso... Fatevi spiegare da lui al nostro ritorno, sono più responsabile io con i miei consapevoli diciassette anni che lui. Non nascondo altresì la delusione nel notare che i signori pirati si deliziano di compagnie femminili di livello davvero infimo... E io che credevo di essere l’unica signorina a bordo.

Che dire, è probabile che mi vedrete prima che le nevi si sciolgano, il programma dell'Ammiraglio Glasco è di costeggiare la splendida e ricca isola di cui sopra vi parlavo per chiudere affari lasciati aperti tempo fa e poi fare rotta nuovamente verso Mor ma non sono ancora certa che “Forsennata Avantitutta” riesca a navigare così veloce da approdare in tempo per la festa del Granducato.

Che Themis, nelle mani della quale mi consegno sempre prima di salpare ogni volta, mi protegga e protegga te, mia regina della ciurma di terra! 

Più prima che poi ci rivedremo.

Temete sia sincera?

un bacio a voi, Madre mia.

Nora le Voux 

postato da: Darin alle ore 17:40 | link | commenti (24)
categorie: granducato
venerdì, 31 dicembre 2004

Autodafè

Anno VII - Mese 9° - Giorno 23°

"Non fidatevi, la paura mi sovrasta e mi rende vile, mi fa estrema

Non fidatevi di me, non fidatevi delle mie parole, maschere di una finta azione combattiva. Slanci mercenari della peggior masnada, ogni motto che dalla mia voce viene forgiato. Fallibili, corruttibili di un gretto sentimento arrivista sono le espressioni che scambiate per pensieri sinceri.

La mano non è guidata dall´onore e l´offensiva è viziata perché aborro il potere. Lo aborro ma lo bramo.

Sono gregge di pecore impaurite che segue il pastore dalla voce più grossa, ammasso di ovini limitato dal cane più aggressivo.

Sono popolo affamato soggiogato da chi dispensa sogni di ricchezza. Unica suburra dell'Urbe più apprezzata.

Voglio, prima di essere, perchè sono la dissonanza tra quello che sono e quello che dovrei.

Possiedo, prima di amare, perchè sono la dissonanza tra quello che ho e quello che vorrei".

"Al dunque... ecco, toglietevi la vita, Milady, non la meritate. Se volete posso aiutarvi a far ciò, solo in questo potrei esservi complice.

Liberate del fardello del vostro corpo il vicolo che sto percorrendo, il Graducato e il mondo tutto.

E lasciatevi cadere a lato, sono agile ma non vorrei inciampare nell'oscurità, ostacolata, per l´ultima volta, dal vostro cadavere".

postato da: Darin alle ore 00:18 | link | commenti (45)
categorie: onore et arme